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Si sente ormai parlare di “trap” ovunque. Ma che cos’è la trap e da dove nasce? Fino a pochi mesi fa, per me esisteva un solo e unico Trap.

Ho deciso così di approfondire il tema, partendo dal fatto che non mi piace ignorare una cosa anche se a primo impatto non incontra il mio gusto personale.

 

Partiamo dalle basi: cos’è la trap?

La trap è «un sottogenere musicale del Southern rap (ndr. una sorta di hip hop dal sound rimbalzante e vivace)» che nasce tra gli anni ’90 e i primi del 2000. Siamo in Atlanta, Georgia: le case abbandonate dei ghetti diventano il punto di riferimento dello spaccio di droga in città, le cosiddette trap house. Non a caso, nello slang americano “trapping” significa appunto “spacciare” e, letteralmente, “trap” sta per “trappola”, metafora della dipendenza da stupefacenti.

Tuttavia, definito lo scenario di partenza, non mi è ancora chiaro il legame con la musica: la trap è prima di tutto un movimento culturale, solo successivamente diventa genere musicale. In rete non sono stato in grado di trovare il fatto o l’evento che ne ha decretato la nascita, probabilmente perché non esiste o non è possibile individuarlo. Possiamo affermare che la trap sia il risultato di una serie di sperimentazioni musicali spinte e motivate da particolari disagi sociali (consumo di droga, “lotta contro il sistema”): la musica trap è diventata il mezzo per esprimere tali disagi.

 

Il genere musicale trap: caratteristiche tecniche

Musicalmente parlando, riconosciamo la trap fin dai primissimi secondi di ascolto poiché possiede delle caratteristiche tecniche e sonore ben precise. In sintesi:

  1. ampio utilizzo di Auto-Tune, un software che corregge gli errori di intonazione e maschera difetti della voce. Evidentemente, nel campo musicale tale strumento è spesso visto con diffidenza ed è sinonimo di scarsa capacità tecnica del cantante, ma nel caso della trap (come in altri generi) il suo utilizzo è palesato e permette di creare effetti di distorsione artistici, lasciando spazio alla creatività;
  2. suoni di batteria e sample presi dalla Roland TR-808: meglio nota semplicemente come “808”, è una drum machine analogica, icona del mondo hip hop, prodotta dalla Roland nel 1980 in appena circa 12.000 esemplari. Oggi i suoni di questo gioiello introvabile sono ovviamente replicati grazie alla manipolazione elettronica;
  3. BPM generalmente compreso tra 120 e 140;
  4. kick aggressivi: il “kick” è il suono della cassa prodotto dalla batteria;
  5. melodie ripetitive e semplici: è il motivo per cui le tracce trap che sentiamo ci restano fissate in mente e ci sorprendiamo di canticchiarle sotto la doccia. È successo anche a me e, ripeto, non ho mai ascoltato nessun brano trap.

Non sono un critico/tecnico musicale, immagino che vi siano altre decine di caratteristiche che si possono elencare, tuttavia ritengo che queste siano le più evidenti, anche a un orecchio non esperto.

 

Il mondo trap in Italia: comunicazione e marketing

Indagando sulla trap ho scoperto una figura mitologica del mondo rap italiano: Charlie Charles, all’anagrafe Paolo Alberto Monachetti, produttore 23enne e iniziatore della cosiddetta «generazione trap» italiana. C’è lui dietro i dischi di Sfera Ebbasta e Ghali, solo per citare alcuni degli artisti più in voga del momento. Marracash è stato uno dei primi ad apprezzare il suo talento e l’intenzione precisa di proporre un sound completamente fuori dagli schemi.

Mi pare fin troppo semplicistico affermare che la diffusione della trap in Italia sia merito di Charlie Charles, tuttavia appare indubbio che il suo approccio avanguardista, legato a un artista in grado di recepirne le potenzialità, abbia dato il là anche nel nostro Paese a questo genere musicale, contribuendo in modo determinante all’esposizione del “movimento” ai riflettori della critica nazionale.

La diffusione della trap in Italia, in realtà, parte dal basso, senza ingenti budget per la promozione, grazie a strumenti come Spotify e YouTube: attraverso il servizio di streaming musicale, gli artisti emergono per correlazione a colleghi già ben affermati, come Calcutta, o spiccando su playlist precotte apparentemente distanti, come “Indie Italia”; sul tubo, invece, i trapper caricano i loro video musicali, raggiungendo in fretta il grande pubblico. Altri gruppi, come la Dark Polo Gang, possedevano anche un sito dove era possibile trovare i loro brani in free download.

Per elencare alcuni artisti della scena trap italiana con cui sono stato martellato negli ultimi mesi, vi lascio questi titoli:

Dark Polo Gang – Sportswear (Prod. by Sick Luke)

 

Sfera Ebbasta – Tran Tran (Prod. Charlie Charles)

 

Liberato – Nove Maggio

 

Carl Brave x Franco 126 – Sempre in 2 (Prod. Carl Brave)

 

Ketama126 – Lacoste Feat. Pretty Solero (Prod. G. Ferrari)

Dopo una breve analisi, posso dire di conoscere qualcosa in più sul genere musicale, ma non per questo me ne sono innamorato. Sono più consapevole e, essendo un fenomeno che si sta diffondendo sempre più, ritengo sia sempre meglio esserne al passo che ignorare la cosa.

Se adesso i miei colleghi Pierfilippo e Stefano fanno “sku sku”, ho dei buoni motivi per pensare che non siano dei completi idioti.

 

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