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Non siamo così lontani dal tempo in cui le automobili ci porteranno a spasso autonomamente, mentre noi saremo impegnati nella lettura delle mail o a spuntare le varie notifiche sui social network (sì, la solita rottura…). Ma tra le diverse questioni che la guida autonoma porta con sé, ce n’è una di particolare importanza e delicatezza. Si tratta di quel caso limite in cui siamo costretti a prendere una decisione, talvolta fatale.

Pensate a un auto a guida autonoma in viaggio, con a bordo una persona anziana. I freni all’improvviso risultano guasti, di fronte all’auto si trovano una donna incinta, due bambini e un medico che stanno attraversando la strada sulle strisce, ma col semaforo pedonale rosso. Il computer di bordo deve compiere una scelta: proseguire nella direzione in cui sta andando il mezzo, travolgendo le persone, o effettuare una deviazione talmente brusca che risulterebbe fatale per la vita del pilota. Voi cosa fareste?

Questo è solo uno degli scenari a cui le case automobilistiche dovranno far fronte prima di mettere su strada automobili con autopilota al 100%, non potendo esimersi dal considerare princìpi etico/morali che influiscono su queste decisioni.

Per affrontare la questione, però, il MIT Media Lab ha realizzato, sotto forma di “gioco”, una piattaforma che ci immedesima nel computer di guida nel momento in cui dovremmo prendere una decisione delicata. Si chiama The Moral Machine, sviluppata dalla Scalable Cooperation. Provando a rispondere alle 13 domande, i partecipanti possono scegliere tra 2 risposte, che corrispondono esattamente alle uniche due scelte che può compiere il computer di guida dopo un inaspettato guasto ai freni: procedere diritti o cambiare direzione?

 

The Moral Machine – Che cosa dovrebbe fare l’autopilota?

Siete stati giudicati? Come sono i vostri risultati rispetto alle risposte medie degli utenti?

Al di là del test che incuriosisce, oltre che colpire (un po’ di black humor non guasta, su!) sono interessanti gli scenari che vedranno protagoniste le case automobilistiche impegnate nella realizzazione di mezzi con autopilota. La scelta di salvaguardare a tutti i costi la vita del pilota potrebbe, nel mercato, influenzare notevolmente le scelte di acquisto dei consumatori. Essi, infatti, vedrebbero tutelata in primis la propria persona, prima ancora di sottostare alle leggi etico-morali a cui il test ci ha sottoposto, escludendo quindi la scelta di un mezzo prodotto da una diversa casa automobilistica, che contempli la possibilità di morte del conducente.

L’argomento è sicuramente di grande interesse, ci sarà bisogno di una normativa che tuteli una concorrenza leale da parte dei produttori automobilistici?

E che tuteli di più un bambino piuttosto che un anziano? Siete sicuri sia così scontato?