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Partiamo dal presupposto che un feedback dovrebbe essere più di un semplice «Scegli tra A e B».

Scommetto che li avete visti anche voi post i post di questo tipo.

Attualmente c’è una tendenza su LinkedIn per cui aspiranti UI e UX designer condividono due varianti di un design su cui stanno lavorando (o ne creano ad hoc da sottoporre).
La domanda che viene posta quasi sempre è «qual è il migliore?»

E la cosa che mi sconvolge è che questi post hanno sempre ottimi risultati e un grande seguito.
Alcuni di questi hanno centinaia o addirittura migliaia di reaction (per non parlare del numero di impression che è molto più alto).

Non fraintendetemi: se post come questi ottengono una portata così significativa possono essere un ottimo modo per fare rete e farsi conoscere.
Affinché uno UI/UX designer si riesca a distinguere e ottenere un lavoro, è essenziale rendersi visibili al mondo esterno.

Tuttavia, con così tanti aspiranti designer là fuori che pubblicano la stessa cosa, non sarebbe meglio porre un diverso tipo di domande?
Credetemi, potete porre domande migliori.

 

Ecco alcuni esempi

Ora, prima di continuare, ci tengo a precisare che questi sono veri esempi trovati su LinkedIn, ma non sono qui per criticare qualcuno pubblicamente: le immagini sottostanti sono puramente dimostrative senza alcun collegamento ai designer.

 

Gli esempi sopra raffigurano entrambi due varianti di un elemento card con alcuni pulsanti, testo e un’immagine al suo interno.
La differenza principale in questi due casi è il modo in cui l’utente potrebbe selezionare determinate opzioni (cambio quantità e selezione varianti).

Il problema è che con post di questo tipo, nella maggior parte dei casi, si riceveranno risposte casuali o si creeranno discussioni irrilevanti sulle preferenze personali.

Ad esempio, potreste leggere nei commenti che «usare il pulsante con gli angoli arrotondati enfatizzerà la call to action» o che «l’uso di una tonalità di blu più “accesa” è preferibile».
Ci saranno poi anche una manciata di persone che commenteranno con convinzioni simili a quelle che sto condividendo in questo articolo su come tali post non aiutino nessuno.

Quello che manca qui è infatti il contesto: senza contesto è impossibile esprimere un feedback prezioso e di valore.

Cos’hai testato prima?

Com’è arrivato qui l’utente?

Qual è il suo obiettivo?

Queste sono tutte domande fondamentali per qualsiasi UX designer.

 

Cosa dovreste fare, secondo me

Chiedere un feedback è molto più che chiedere quale esempio funziona meglio.
Affinché un altro designer vi possa davvero aiutare, ha bisogno di un contesto.
Quindi, la prossima volta che chiedete un feedback, rendete chiaro contesto e ponente una domanda su un problema reale:

  1. Che problema state risolvendo?
    Il design non è mai solo spostare pixel su uno schermo.
    C’è un problema nell’esperienza di utilizzo che deve essere risolto?
    Il vostro cliente ha registrato una diminuzione delle entrate?
    Un’app ha un numero elevato di utenti che non sono in grado di completare un’attività?
  2. Che tipo di feedback state cercando?
    Il feedback generico è un’opzione, ma nella maggior parte dei casi sarebbe utile esaminare un problema specifico.
    Non chiedetevi solo quale design è migliore, specificate su cosa vorreste un parere.
  3. Menzionate ciò che avete fatto prima
    Quando qualcuno darà un’occhiata al vostro lavoro per la prima volta, quella persona probabilmente menzionerà una soluzione a cui avevate pensato o anche già provato in precedenza.
    Dovete spiegare perché non ha funzionato e chiedere di nuovo un feedback, altrimenti sarà una perdita di tempo sia per voi che per chi cerca di aiutarvi.
  4. Mostrate il design completo
    Smettetela di mostrare solo un elemento isolato dell’interfaccia. Non serve a niente.
    Mostrate l’intero design nel contesto. Se possibile, mostrate cosa avete fatto fino a quel momento o fate testare direttamente un prototipo.

Seguendo queste linee guida creerete una domanda per ricevere feedback completamente diversi da quelli che si vedono oggi su LinkedIn.

 

Promuovete voi stessi con testa

Immaginiamo un mondo in cui ogni UI/UX designer chiede feedback su LinkedIn in un modo del tutto inefficace.
E poi ci siete voi che, formulando la domanda in modo articolato, ottenete feedback preziosi per il vostro progetto.

Certo, lo sforzo per restituirvi un feedback di valore sarà molto più alto della semplice scelta tra due opzioni, quindi avrete meno reazioni e probabilmente diventerete meno “virali”, tuttavia i commenti che otterrete saranno rilevanti e di livello molto più alto, e soprattutto vi aiuteranno davvero a portare avanti il ​​progetto.

Infine, senza dubbio, grazie a questo approccio al progetto molto più analitico e meno superficiale, vi distinguerete tra i vostri colleghi designer e aziende.

 

Oppure, promuovetevi prendendovi gioco di chi lo fa 😈

Scherzi a parte, non dovremmo mai prenderci gioco del lavoro altrui, ma lo sapete, le provocazioni mi piacciono.

Scrollando come se non ci fosse un domani tra i post di LinkedIn pensavo di essermi imbattuto negli ennesimi sondaggi, e invece?
Ecco un paio di simpatici post critici nei confronti di questi contenuti che utilizzano la stessa grammatica comunicativa.

Chiaramente ironici, poiché nessuno dei due esempi viene realmente chiesto di votare una delle due opzioni.
Nel primo caso infatti la bio del profilo nella view di destra spiega perfettamente come la pensa l’autore, nell’altro invece nessuno dei due componenti è adatto alla funzione indicata.

 

Concludendo

Il mio consiglio è quello di creare sempre contenuti che generino reale valore per la vostra rete e non alimentino solo il vostro ego attraverso il numero di reaction.