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Quando pensiamo a una buona esperienza utente, ciò che spesso ci viene in mente è un’interfaccia semplice, bella e facile da usare. Peccato non sia altrettanto semplice progettarla.
Queste caratteristiche infatti sono solo la punta dell’iceberg di un complesso processo di progettazione chiamato Product Thinking.

Nel momento in cui progettiamo un’interfaccia per l’utente dobbiamo considerare specifici problemi di usabilità e navigazione, senza perdere di vista l’obiettivo finale. Una buona esperienza di navigazione non è semplicemente l’insieme di buone caratteristiche: è il motivo per cui le persone utilizzano una determinata app o sito web.

Per spiegarmi meglio vi riporto l’esempio di Uber, nota app che offre servizio taxi.
La core experience per gli utenti che utilizzano Uber è quella di prendere facilmente un taxi in qualsiasi momento: il conto alla rovescia (quindi visualizzare esattamente quando il taxi arriverà) è solo una delle caratteristiche che amplificano e migliorano l’esperienza di utilizzo di questa app.
Ovviamente il servizio di Uber funziona indipendentemente da queste caratteristiche, il conto alla rovescia, d’altronde, non può vivere senza il servizio stesso (la certezza di ottenere un taxi facilmente in qualsiasi momento).

– È necessario progettare tenendo ben a mente le funzioni, non le caratteristiche.

C’è un’interazione tra funzionalità e interfaccia: le caratteristiche distintive dell’interfaccia non funzionano senza il prodotto/servizio stesso. Questo è il motivo per cui gli sviluppatori e i designer dovrebbero progettare tenendo ben a mente le funzioni del prodotto/servizio, non solo le sue caratteristiche che l’interfaccia “dovrebbe avere”.

Ogni prodotto/servizio ha un’esperienza centrale, che possiamo attribuire sostanzialmente al motivo stesso della sua esistenza: soddisfa un bisogno o risolve un problema che le persone hanno.
Se il problema è inesistente, o la soluzione non si adatta al problema, il prodotto/servizio sarà privo di significato e difficilmente sarà utilizzato dagli utenti, con il conseguente fallimento e abbandono del progetto.

– Le soluzioni sbagliate possono essere corrette, i problemi inesistenti no.

Il Product Thinking porta a una migliore funzionalità. Definendo fin dall’inizio i problemi a cui il nostro prodotto/servizio risponde. Nella prima parte del progetto è fondamentale porsi una domanda: “Perché lo stiamo stiamo realizzando?”.
Successivamente sarà importante definire il nostro target, domandandosi: “Chi incontra questi problemi?”. Questi semplici – ma non facili – ragionamenti permetteranno di individuare una linea guida per creare un prodotto/servizio con nuove funzionalità.
Ultimo, ma non meno importante, è la definizione di un obiettivo, il quale contribuirà a misurare il successo di questo progetto.

– I prodotti/servizi acquistano davvero valore quando la soluzione fornita si risolve con semplicità un reale e specifico problema.

 

Come definisco le funzioni del mio prodotto/servizio attraverso il Product Thinking?

Gli UX designer dovrebbero essere in grado di rispondere alle seguenti domande:

  • Che problema possiamo risolvere? (Problema dell’utente);
  • Per chi lo facciamo? (Il nostro target);
  • Perché lo stiamo facendo? (La nostra vision);
  • Come lo stiamo facendo? (La nostra strategia);
  • Cosa vogliamo ottenere? (I nostri obiettivi).

Il vero vantaggio che i designer traggono dall’utilizzo del Product Thinking è la reale capacità di individuare le giuste caratteristiche per realizzare interfacce comunicative semplici ed efficaci per il target di riferimento. Aiuta a concepire un esperienza utente migliore e completa, non limitandosi ad osservarne l’interazione. Seguendo questa metodologia si abbatte l’alta probabilità di progettare e realizzare qualcosa che nessuno vuole.

– Il product thinking è il procedimento che porta gli UX designer a porsi le giuste domande e comunicare in modo chiaro ed efficiente tutte le diverse funzionalità di un prodotto/servizio.

L’adozione del Product Thinking inoltre favorisce il ragionamento e l’analisi permettendo ai progettisti di mettere in dubbio eventuali richieste di modifica e implementazione, spesso superflue o inadeguate ai reali bisogni degli utenti.  Ogni volta che il committente o il pubblico richiedono una nuova funzione è necessario porsi delle domande prima di buttarsi a capofitto nella progettazione di un wireframe o di un layout di un’interfaccia che nessuno utilizzerà.

  • “Ha senso inserire questa funzione o è sufficiente modificarne un’altra?”
  • “Risolve un problema reale dell’utente?”
  • “Le persone vorrebbero o necessiterebbero di questa funzione?”

Queste domande sono fondamentali da pórci per mantenere i nostri prodotti/servizi snelli ed efficaci.