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Negli ultimi mesi ho letto dozzine di articoli che spiegavano come Dribbble stia distruggendo la comunità di designer, promuovendo una mentalità sbagliata che toglie valore al cosiddetto “Vero Design”.  Essendomi sentito chiamato direttamente in causa ho deciso di scrivere due righe in difesa di Dribbble.

Il problema

Una delle preoccupazioni principali intorno alla maggior parte degli “shot” (termine utilizzato per indicare i singoli progetti) che si possono trovare su Dribbble è la mancanza di attenzione all’esperienza utente, la tanto discussa UX.
Sulla nota piattaforma, infatti, ci si concentra molto di più su caratteri, colori e «bei modi per mostrare lo shot».
Spesso ci troviamo di fronte a prodotti che non avrebbero alcun senso nel mondo reale.


Modals – Real or Dribbble Style? – by Bakhtiyar

Di seguito un mio esempio lampante di quanto appena scritto sulle UI di Dribbble:

Oppure, ecco un bellissimo e sinuoso grafico che non credo passerebbe alcun test di accessibilità, ma nel complesso si presenta bene.

Ma ecco come appaiono solitamente i grafici nel mondo reale:

Cosa ne pensate?
Brutti colori, linee frastagliate, super sottili e illeggibili e rappresentazione densa dei dati.
È tutt’altro che piacevole, no?

L’idea che sta alla base di Dribbble è presentare qualcosa è che appaia migliore, giusto?

Aspetta, le sentite? *iniziano le urla degli sviluppatori indignati*

«Questo non è reale! Non sarai mai in grado di codificare un grafico come quello!»

Indovina un po’? – Chissenefrega.

Puoi ancora trovare in giro un design scadente camuffato con una bella immagine di presentazione, ma puoi trovare anche un sacco di design funzionate ma orribile nel “mondo reale” e nella vita di tutti i giorni.
Prodotti digitali realmente funzionati, ma terrificanti. Così brutti che, anche se funzionassero bene, non li useresti mai.

Ecco, l’ho detto.

I cattivi progetti sono ovunque.
Non sono esclusivi di nessuna piattaforma.
Quanti progetti scandalosamente osceni avete visto su Behance? Eppure non si parla di come Behance contribuisca a diffondere “cattivo design”.

Dribbble sta migliorando davvero molto.

A dirla tutta, ad oggi i progetti migliori (sia in termini di UI che di UX) li vedo quasi esclusivamente su Dribbble.
Shot capaci di unire l’estetica alla funzionalità. E il fatto quest’ultima non sia protagonista in questi shot non deriva necessariamente dal fatto che il designer non abbia valutato la UX della propria UI.
Dopotutto, la maggior parte dei designer in quella piattaforma progetta quotidianamente prodotti digitali reali per clienti reali.

La gente compra con gli occhi e questo non cambierà mai.

Quindi, se vuoi dimostrare di saper fare cose carine, nessuno analizzerà il flussi di navigazione che hai ipotizzato, il processo di lavoro e i tuoi metodi di ricerca.

«Per alcuni clienti questa è sicuramente una trappola: sono attratti da un design brillante, perfetto e iniziano un progetto solo per finire con qualcosa di “bello da vedere” ma non funzionale.»

Ma la trappola funziona in entrambi i casi.

Ci sono aziende là fuori che si occupano dello studio della UX, ma non dell’output visivo del prodotto finale.
Quindi il risultato finale spesso è brutto e forse pure non funzionale perché alcune statistiche avranno comunque deviato i flussi di usabilità rispetto a quelli incentrati sull’utente.

Come trattare Dribbble allora?

Credo che Dribbble sia importante per la comunità di designer.
Non può influenzare le pratiche di fidelizzazione dei clienti o aumentare gli obiettivi di business di prodotti digitali, tuttavia, crea piacere per l’utente.
Si concentra su alcuni dei nostri bisogni e desideri primordiali: essere circondati da “cose ​​belle”.

Essa influenza tutti quei veri prodotti digitali, realizzati da veri designer che utilizzano reali processi di progettazione (lunghi).
Prendono in prestito alcune idee visive da quelle “opere” tanto disprezzate dai colti UX designer e aggiornano il proprio design per renderlo più utilizzabile, aumentando ad esempio i contrasti e migliorandone i flussi di navigazione.

Divertiti a progettare

Negli ultimi anni ho lavorato per molto tempo su grossi progetti di UI e UX che si sono protratti per mesi, alcuni forse anche per un paio d’anni.

Immagina un anno di progettazione della stessa cosa. Immaginalo.
Mi sono reso rapidamente conto che continuare in questo modo mi avrebbe portato a un esaurimento e alla riduzione della qualità generale dei miei lavori.

Nessuno vuole questo.

Lavorare su questi piccoli shot ci consente di rimanere freschi, giocosi e divertirci semplicemente spostando dei rettangoli.
Perché diciamocelo: se non ti diverti a progettare, per cosa lo fai?

Non essere così serio

Costruire prodotti di qualsiasi tipo richiede di creare una connessione emotiva con l’utente.
Un design delizioso è tale perché ha tutte un impatto positivo sulle emozioni dei tuoi utenti.

Non essere tecnico quindi, delizia le persone.

La morale di fondo è questa:
Dribbble È una parte importante nel settore del design.
Sebbene non modifichi la facilità d’uso o l’architettura delle informazioni, influenza le scelte visive di molti prodotti digitali reali.
Ecco perché non dovrebbe essere respinto o trattato come «un parco giochi per non-designer».

È design.

Ora combina gli splendidi elementi visivi che puoi trovare su Dribbble con tutto ciò che sai e crea prodotti incentrati sull’utente.

E non dimenticare di seguirmi su Dribbble se ci sei! 🏀