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L’avrete sicuramente visto in molti siti.
Quell’orribile collegamento ipertestuale “clicca qui” che rimanda a chissà cosa.

Potreste anche aver utilizzato voi stessi queste parole come testo della vostra call to action per indirizzare l’utente a un’altra pagina o documento.
E diciamocelo, se non hai scritto “clicca qui”, probabilmente hai usato il classico “scopri di più” o “maggiori informazioni”.
Lo ammetto: anche io sono stato colpevole di usare termini come questi. E voi?

Non sono un copywriter, ma sto dando sempre più importanza alle parole utilizzate all’interno dei prodotti digitali. Credo determinino in modo importante l’esperienza dell’utente.
Le parole possono farci sentire speciali o al contrario, uno dei tanti utenti che usa quel prodotto.

Sono davvero stanco di aver a che fare con prodotti senza personalità che riprendono sempre gli stessi termini senza comunicare emozioni.

Non voglio sostituirmi alle figure del mestiere, eppure credo che queste riflessioni possano aiutarvi a scrivere una call to action migliore.
Vediamo velocemente quali sono le problematiche che possono sorgere facendo abbondante uso di questi termini:

Rallenteremmo il lettore

Se state progettando un sito web, un’app o un altro prodotto digitale, uno dei modi più semplici per capire se quello che avete definito e scritto funziona o meno è sedersi accanto agli utenti e osservare mentre completano le attività richieste.

In queste sessioni noterete come gli utenti, nonché lettori, scansionano il contenuto anziché leggere ogni parola: quando hanno un compito da completare, vogliono portarlo a termine il più rapidamente possibile.

Potreste scoprire che in realtà spesso hanno già in mente parole chiave e frasi che aiutino a trovare ciò di cui hanno bisogno, un po’ come quando cerchiamo informazioni su Google.
Intestazioni, sottotitoli e call to action aiutano i visitatori del sito web a fruire velocemente del contenuto, solo con una rapida occhiata.

Secondo uno studio di Nielsen Norman Group, è emerso che le persone leggono tra il 20-28% delle parole su una pagina. Praticamente scrivete tutta quella pappardella per il ca***.

Renderemmo incerti gli utenti

Immaginate che un venditore bussi alla vostra porta: «Ho qualcosa da mostrarti», dice.
Aprireste la porta?
Maffigurati, certo che no.

Guarderemmo attraverso lo spioncino della porta e ci chiederemmo da dove viene, ipotizzando rapidamente cosa possa volere da noi.
Allo stesso modo, un termine generico è rischioso e sgradito.

Se non si preannuncia all’utente cosa lo attende dietro al link questo si preoccuperà:

Andrò su un sito poco raccomandabile?

Rimarrò su questo sito?

Scaricherò un documento che non desidero?

Se non sono sicuri, è meno probabile che clicchino sul collegamento ipertestuale.
Ma è comprensibile, no? Nessuno vorrebbe essere indirizzato a siti di dubbia provenienza e perdere tempo ad aspettare il caricamento di una pagina sconosciuta. «E se sprecassi dati scaricando contenuti che in fondo non mi interessano? Meglio di no, lasciamo stare.»

Daremmo per scontato che ci sia qualcosa da cliccare

È ormai noto a tutti che più della metà degli utenti navighi su siti web utilizzando un dispositivo mobile, come un iPad o un telefono cellulare.
Anche senza analisi, voi ed io sappiamo quanto spesso usiamo i nostri telefoni: per ordinare cibo da asporto, per registrarci agli eventi (quando ancora si facevano), per ricercare prodotti, servizi e molto altro.

Non tutti i lettori fanno “clic” con il mouse! È più probabile che il vostro lettore tocchi lo schermo con il dito su dispositivi mobile e quindi faccia “tap”.
Oppure selezioni le opzioni attraverso assistente vocale.

Non usare “clicca qui” come testo della CTA, il W3C (World Wide Web Consortium) ci dice che le etichette dei collegamenti non dovrebbero fare riferimenti alla “meccanica”.

Quindi, come evitare tutto ciò?

  1. Sii descrittivo
  2. Scrivi un testo unico per ogni collegamento ipertestuale
  3. Inserisci le parole chiave all’inizio

1. Sii descrittivo

Descrizioni dei link chiare e significative aiutano gli utenti a capire rapidamente cosa li aspetta nella pagina in cui li porterete, inoltre forniscono loro informazioni utili anche se lette fuori dal contesto.

Ad esempio, io solitamente leggo articoli di blog dal mio telefono perché dopo una lunga giornata di lavoro davanti allo schermo del computer, non ho voglia di passare altro tempo lì.
Quindi scorro la pagina con il dito alla ricerca di collegamenti interessanti da aprire in un’altra scheda.

Mi infastidisce l’idea di avere troppe tab aperte sul browser del telefono, quindi sono pignolo su quali collegamenti aprire.
Mi affido a descrizioni di link chiare e significative per aiutarmi a decidere.

Anche i tuoi lettori – e voi – potrebbero comportarsi allo stesso modo.
Eseguiamo una vera e propria scansione della pagina in cerca di un appiglio, scopriamo quali sezioni ci interessano, quindi usciamo dalla pagina per approfondire qualcosa che riteniamo interessante.

Pertanto, la struttura del nostro link ideale potrebbe essere:

Intervista con Mario Rossi

Anziché

Intervista con Mario Rossi
Clicca qui

2. Scrivi un testo unico per ogni collegamento ipertestuale

Nielsen Norman Group ha scoperto che quando gli utenti vedono lo stesso link due volte sulla stessa pagina, presumono che vada nello stesso posto.
Rendete quindi unico il testo del vostro collegamento ipertestuale.

Sostituisci il testo del collegamento ipertestuale ripetitivo e vago come “Fai clic qui”, “Leggi di più” e “Continua a leggere” con parole più adeguate.

Recentemente ho ricevuto una newsletter all’interno della quale avrò letto almeno 4 volte “Leggi di più”.
Davvero non era possibile personalizzare l’invito all’azione per quattro differenti approfondimenti?

I testi utilizzati nella call to action e nei collegamenti ipertestuali ripetitivi come “Scopri di più” e “Leggi di più” sono molto comuni e questo non sembra un problema quando l’utente clicca su un link perfettamente inserito all’interno del contesto di quello che sta leggendo.

Tuttavia, i tuoi lettori potrebbero voler prima scansionare tutto il contenuto, quindi approfondire i collegamenti ipertestuali.
Oppure, potrebbero utilizzare una tecnologia assistiva come uno screen reader per scansionare un elenco di collegamenti ipertestuali nella pagina.
Immagina quanto sia inutile per loro ottenere un elenco di collegamenti ipertestuali con la stessa dicitura:

“Scopri di più”
“Scopri di più”
“Scopri di più”

Indipendentemente dal modo in cui i vostri visitatori fruiranno dei contenuti della pagina, testi di collegamento ipertestuale unici e significativi vi aiuteranno a rendere più chiara la destinazione di quei link.

3. Inserisci le parole chiave all’inizio

Una ricerca sull’usabilità ha rilevato che gli utenti leggono le prime 2 parole in un collegamento ipertestuale per capire di cosa si tratta.

È stato “scoperto” inoltre che leggiamo principalmente seguendo un modello F: da sinistra a destra e in basso sul lato sinistro della pagina.
Leggiamo di più all’inizio e di meno mentre percorriamo una pagina.

È evidente nella heatmap qui sotto:


Il rosso mostra le aree in cui gli utenti si sono soffermati con lo sguardo per più tempo. Le aree gialle indicano meno tempo trascorso in quei punti fino ad arrivare al blu che denota rapidi sguardi.

Inserire dunque le parole più importanti all’inizio dei testi che caratterizzano i nostri collegamenti ipertestuali può aiutare il tuo lettore a cercare e trovare più velocemente le informazioni importanti.
Questo inoltre è ideale sia per il design, quando si è a corto di spazio, che per la SEO.

La scelta di non considerare importanti queste attività di microcopy si traduce in:

  • Tempo sprecato e fatica a scrivere contenuti che non vengono letti;
  • Iscrizioni perse agli eventi;
  • Vendite perse;
  • Il tuo lettore si perde;
  • Voi perdete.

Riassumendo

Molti di noi hanno utilizzato frasi per collegamenti ipertestuali e CTA ripetitive e prive di significato come “Clicca qui” e “Scopri di più”.
Quando lo facciamo, rendiamo i nostri utenti incerti su quello che li aspetta.
Li rallentiamo e rischiamo di sprecare i nostri sforzi. La nostra SEO potrebbe soffrirne e quindi potremmo anche perdere vendite, lead, partecipanti o l’opportunità di costruire una rete di contatti.
Ma soprattutto, non stiamo aiutando i nostri utenti.
Scrivete testi chiari e unici che includano fin da subito le parole chiave.

Tenetelo a mente ogni volta che scriverete una CTA: i vostri lettori ringrazieranno silenziosamente per questo.