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Da molto tempo ormai si parla di “startup innovativa” e, soprattutto nel 2016, abbiamo visto nascere moltissime di queste società. Molte persone infatti vedono in questa “denominazione” una via semplificativa per accedere a vantaggi economici di gestione, come la riduzione di alcune tasse.
Ma cosa sono esattamente le “startup innovative”?

Questa la definizione che ci forniscono sul sito web http://startup.registroimprese.it:

Sono società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, residenti in Italia o in altro Paese membro dell’UE purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia, che rispondono a determinati requisiti e hanno come oggetto sociale esclusivo o prevalente: lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Quindi un primo requisito viene già definito, quello della forma giuridica della società, che dev’essere esclusivamente società di capitali, e non invece società di persone. Ma andiamo a conoscere tutti gli altri requisisti fondamentali:

  1. La società deve essere costituita da non più di 60 mesi e deve svolgere attività di impresa;
  2. Deve avere come sede principale del proprio business e interessi in Italia;
  3. Dopo aver concluso il primo anno di attività, il valore della produzione annua non deve essere superiore a 5 milioni di euro;
  4. Non deve distribuire, o aver già distribuito utili;
  5. Ha per oggetto sociale prevalentemente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti/servizi con un forte valore tecnologico;
  6. Deve essere una società non costituita da una fusione, scissione o cessione di un’altra azienda/ramo aziendale.

Ma non è finita qui! C’è un ulteriore requisito. Ma questa volta ci chiedono di rispondere ad almeno uno dei tre. A voi la scelta.

  1. Le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della startup innovativa;
  2. Almeno due terzi (2/3) della forza lavoro (il personale) complessiva della propria azienda deve essere in possesso di:
    • titolo di dottorato di ricerca;
    • sta ancora svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera;
    • possesso di laurea e che ha svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero;
    • possesso di laurea magistrale.
  3. È titolare o depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale ovvero sia titolare dei diritti relativi ad un programma per elaboratore originario registrato presso il Registro pubblico speciale per i programmi per elaboratore, purché tali privative siano direttamente afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

Questi sono tutti i dati (Fonte http://startup.registroimprese.it/startup) e i requisiti per diventare “startup innovativa”. Se desiderate approfondire l’argomento, vi invito a dare un’occhiata al sito sopracitato, così da scoprire tutti i vantaggi che si potrebbero ottenere.

Un consiglio: valutare bene qual è il vostro business, i rischi iniziali e le persone con cui si sta entrando in rapporto professionale di questo tipo, per poi arrivare alla corretta scelta della forma giuridica della società.