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Un altro anno è passato e finalmente Apple ci ha presentato un nuovo iPhone.
La cosa onestamente non mi mi avrebbe toccato così tanto se non fosse stato per una nuova funzione presentata.

Quello su cui mi voglio concentrare è infatti la Dynamic Island, che credo potrebbe cambiare il mondo della UX come lo conosciamo.

Nonostante sia uscito solo da pochi giorni, questo nuovo componente ha diviso le folle: c’è chi sostiene che questo sia un espediente progettato per nascondere un minimo aggiornamento di hardware, mentre altri, soprattutto nel mondo del design, lo vedono come una nuova rinascita nell’UX Design.

  • Perché questo “piccolo aggiornamento dell’interfaccia” polarizza in questo modo i fan di Apple e il mondo della UX?
  • Cos’è davvero una Dynamic Island?
  • Questo componente sarà la prossima grande tendenza nel design UX?

In questo articolo proverò ad analizzare con voi se la Dynamic Island sia realmente il futuro della UX oppure l’ennesimo componente di cui non avevamo bisogno.

Innanzitutto, cos’è davvero la Dynamic Island?

Dynamic Island è il termine coniato da Apple per definire il suo nuovo componente a forma di pillola nella parte superiore dello schermo (dove si trova la fotocamera frontale).

Se si considera la Dynamic Island così come la vediamo, statica, possiamo certamente dire che si tratti di un “cambiamento minimo” nell’aspetto generale e nell’interfaccia utente.
Guardando solo l’immagine qui sopra infatti, per la maggior parte degli utenti, si tratta solo un leggero cambiamento nel design del modulo che contiene microfono e fotocamera.
Apple in questo è decisamente brava: altre volte ha fatto passare piccole novità come rivoluzioni (spesso negative) tra cui passare dagli angoli arrotondati agli angoli squadrati, rimuovere il jack per le cuffie o rimuovere i caricabatterie dalle confezioni.

Quindi com’è davvero questo nuovo “aggiornamento dell’interfaccia”?

Dynamic Island è una nuova forma di notifica e area di interazione per gli utenti.

Ad esempio, quando si utilizza Mappe è possibile toccare la Dynamic Island per aggiornare le istruzioni di navigazione.
Questo componente però,
può anche mostrare molti altri elementi, come le copertine degli album dei brani che stiamo ripoducento, specifiche attività in background e altro ancora.

Apple afferma che:

La Dynamic Island consente nuovi modi di interazione con l’iPhone, caratterizzato da un design che unisce hardware e software, adattandosi in tempo reale per mostrare avvisi, notifiche e attività importanti.

Prima di prendere una decisione e decretare se la Dynamic Island è l’ennesima trovata della grande mela o no, voglio porre l’accetto su una cosa:

“un design che unisce hardware e software”

Questo concetto, ovvero fondere forma fisica e forma digitale è esattamente il motivo per cui Apple ha posto così tanta enfasi sulla Dynamic Island durante la presentazione e perché, secondo me, rimodellerà l’UX design nel 2023.

Non sorprende infatti, che molte tendenze nel mondo UI/UX di oggi siano state stabilite (o comunque fortemente influenzate) dalle release di nuovi stili di design da parte di Apple.
Pensiamo infatti allo skeumorfismo, al flat design, alla dark mode, fino alle tanto amate emoji.

In passato, uno degli obiettivi di Apple era quello di creare “uno schermo più grande”.
Il pulsante “home” è in mezzo? Facile, rimuoviamolo e introduciamo qualche nuova gesture.

Questo approccio tuttavia non sempre è possbile.
Nel caso della fotocamera frontale ad esempio è – almeno per il momento – necessario che resti lì dov’è.

Certamente il notch è stata una buona soluzione, ma se hai fatto qualche mockup con un iPhone di ultima generazione sai bene quando fosse importante lasciare sempre intenzionalmente quell’area vuota affinché l’hardware non coprisse parte del contenuto “mockuppato”.

Ecco, la Dynamic Island affronta proprio questo problema, rivedendo la UX anziché lavorare ad una soluzione – forse più economica – alternativa dell’hardware.

Apple quindi è tornata a dare lezioni di design, trasformando una debolezza strutturale, in un punto di forza.
Quella che una volta era l’area che ogni designer doveva considerare come vuota e non utilizzabile, oggi consente di creare interazioni e micronterazioni uniche per l’utente.
Inoltre, questa piccola area flessibile fornisce un flusso costante di informazioni su ciò che sta accadendo sul proprio dispositivo, indipendentemente da ciò che si sta visualizzando sullo schermo.

La Dynamic Island sfrutta a livello software la porzione di schermo sacrificata all’hardware per fornire nuove funzionalità e migliorare la User Experience, andando non solo a nascondere visivamente il necessario “difetto” estetico, ma a trasformarlo in una feature dinamica, elegante e pratica, espandendo e allungando la porzione nera come per magia.
Sfuttando appieno lo schermo Oled infatti, garantisce un nero perfetto e quindi l’impercettibilità tra il nero dello schermo spento e il nero della “pillola” hardware vera e propria.

Una mossa alla “vecchia Apple” di Jobs, che da designer, non si può che applaudire.

Ovviamente non mancano le critiche: c’è chi afferma infatti che la Dynamic Island sia posizionata in una zona dello schermo difficilmente raggiungibile.
Le situazioni in cui si utilizza lo smartphone con una sola mano effettivamente non mancano, e questa Dynamic Island potrebbe essere motivo di diversi schermi rotti, ma su questo punto potremmo aprire un enorme dibattito su come questa affermazione non abbia alcun senso essendo nato proprio per mantenere la fotocamera frontale dov’è ora, ma forse agli utenti piacerebbe avere la fotocamera nella parte inferiore dello schermo per tornare a mettere il pollice davanti all’obiettivo.

L’unica certezza che abbiamo è che con più app e prodotti iOS che supporteranno questo componente, la Dynamic Island evolverà garantendo un esperienza di fruizione dei contenuti sempre migliore.
Già ora, girovagando per le community di designer non è difficile trovare esempi di possibili declinazioni della nuovo componente di Apple.

In generale, nel mondo UX, in un’epoca in cui l’attenzione degli utenti è terribilmente limitata, credo che questo nuovo componente aprirà la strada e ispirerà la rivisitazione di molti prodotti digitali al fine di coniugare la relativa UX con le loro controparti fisiche in modi più creativi.

Questo componente sarà la prossima grande tendenza nel design UX?

Penso che Dynamic Island sia un’ispirazione meravigliosa per tutti noi designer e non solo.
Quando possibile, nei nostri progetti, dovremmo iniziare a pensare a soluzioni creative di UX per sfruttare i limiti che ci si pongono di fronte e non solo per creare un buon prodotto, ma anche e soprattutto, per venderlo di più.

Il componente di cui abbiamo discusso fino ad ora infatti, è disponibile solo nella versione Pro dell’iPhone 14.
Il “base” infatti, continuerà ad avere il notch.
La differenza di prezzo è di circa 300€ in italia (€ 1.339 per il 14 Pro e o € 1.029 per il 14).

Ora, è lecito pensare che sia scorretto da parte dell’azienda vendere un nuovo smartphone esteticamente uguale al modello il precedente, tuttavia la nuova Dynamic Island rende l’esperienza di fruizione delle informazioni e l’interfaccia dell’iPhone stesso molto più completa e appagante, al punto di poterla considerare “premium” e giustificare una spesa maggiore per l’utente.

E tu cosa ne pensi?
Credi sia una soluzione poco efficace o c’è qualcosa di follemente brillante in questo nuovo design?