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Avete mai sentito parlare di Skeumorphism? «Skeucosa?» – rispondono i miei colleghi.

Ok, partiamo dalle basi, cos’è sto Skeumorphism adesso?
Lo so, il termine ricorda tanto quei giochi che mai nella vita avremmo acquistato.

La verità è che si tratta di ben altro.

Affrontammo per la prima volta questo tema in un articolo che prendeva in esame il cambio di immagine di Instagram, che di fatto passò da un estetica skeumorfica a quella più flat che tutti noi oggi siamo abituati a vedere.

Lo skeumorfismo è una corrente grafica che rappresenta un oggetto fisico in forma digitale mimandone le sembianze, secondo un motivo puramente estetico, senza che la somiglianza abbia un effettivo senso pratico. Un esempio ben noto è l’icona del cestino utilizzata per scartare i file.

Lo skeumorfismo è collegato a quello che lo psicologo James Gibson definì “affordances”.
Gli esempi più comunemente citati di affordances riguardano le maniglie delle porte e i pulsanti: il loro design fisico suggerisce agli utenti la loro funzione, ovvero la rotazione o la spinta.
Lo skeumorfismo rappresenta le affordances nelle interfacce digitali: si adatta alla nostra interpretazione naturale degli oggetti, ma in un mondo digitale.

L’uso dello Skeuomorphism rende le interfacce più familiari e quindi più facili da usare.
È questa una delle motivazioni che ha spinto in molti a scegliere uno smartphone con sistema iOS: l’intuitività e la facilità di utilizzo, soprattutto per chi non aveva mai usato prima di allora un telefono con touch screen.

 

È stato bandito dalla maggior parte dei nostri schermi con l’introduzione di iOS 7, ma oggi sta tornando.

Avete capito bene, sta tornando.

Una tendenza di design iniziata come modo per rendere il software meno scoraggiante, ha avuto quasi due decadi di successo, diventando lo stile più scelto tra gli UI Designer. Ma si sa, dopo il successo arriva sempre il declino.

Ve lo ricordate? Quasi mi emoziono riguardando certe interfacce risalenti solo al 2012.

Ora (per mia grande gioia) più di cinque anni dopo, con il minimalismo quasi onnipresente, sembra che il tanto discusso stile possa tornare, anche se un po’ rivisto rispetto a quando l’abbiamo visto l’ultima volta.

«E perché non dovrebbe tornare?»
Semplice, perché il design, così come le mode, si ripete.
Sempre.
Per sempre.

Certo è che, seppure il concetto di skeumorfismo stia tornando, lo stesso non si potrà dire delle cuciture in pelle dell’app calendario di Apple.

A prescindere dalla fatica di rappresentare gli oggetti del mondo reale, ciò che ha influenzato la decisione della maggior parte dei designer di smettere di utilizzare questo stile skeuomorphic, è stata indubbiamente la difficoltà di scalare la stessa icona per le diverse dimensioni dello schermo.
In un momento in cui gli smartphone crescevano di dimensioni e i tablet erano ancora relativamente nuovi sul mercato, l’adattamento di scaffali 3D con trame di legno per un’app su smartphone, su tablet e su browser era diventato troppo impegnativo.

La nuova grafica mi aveva destabilizzato.
Non riuscivo ad abituarmi, eppure: ora tornereste indietro? Io non credo che vi manchi davvero l’imitazione letterale di librerie, calcolatrici, lettori cd e orologi Mondaine.

Eppure, guardando indietro, forse è stata una correzione eccessiva del design.

L’esempio più semplice di applicazione di questi principi è il desktop del tuo computer.
Le finestre fungono da fogli di carta che riempiono la scrivania e che si sovrappongono a piacimento: questo è sempre skeumorfismo.

 

Gli interruttori nelle tue app, per attivare e disattivare le funzioni: questo è skeumorfismo.

 

Le schede del tuo browser che utilizzi per sfogliare le pagine: questo è skeumorfismo.

 

Anche i pulsanti, un elemento oggi molto importante del Material Design, sono un esempio di skeumorfismo.

 

I principi dello skeumorfismo
non sono mai andati veramente via.

Ora che la tecnologia si è evoluta e si è abbastanza “stabilizzata” a un punto tale da permetterci di conoscere le dimensioni dello schermo per cui dobbiamo progettare, quanto alta deve essere la risoluzione, ecc., possiamo permetterci di abbandonare l’approccio troppo minimalista per favorire un design più “materico”.
Un approccio che mette nuovamente in luce un elemento di giocosità, ma soprattutto intuitività.

È il momento di ricordare agli utenti che possono effettivamente interagire con questi elementi.

Con l’ondata di realtà virtuale ed esperienze in realtà aumentata che stanno per travolgerci, il ritorno di questa tendenza del design, un tempo onnipresente, non può trovare habitat migliore.

Ecco alcuni esempi in cui lo skeumorfismo torna ad insinuarsi nel design:

Come si evolverà la situazione? Credete anche voi che l’utilizzo di questo stile sia di più facile intuito per l’utente? Quello che è certo, è che molti designer ci faranno assaggiare con piacere il suo ritorno!