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Avete presente quelle scatole in cui le mamme raccolgono oggetti vari perché “non buttarlo! Che può tornar utile…” e poi dopo mesi, quando ti servirebbe giusto quella cosa, la vai a comprare in negozio perché neppure ti ricordi della magic box?
Succede lo stesso con migliaia di dati che vengono raccolti e poi… rimangono inutilizzati! A cosa servono, se nessuno li va a decifrare?

La Data Visualization – Dataviz per gli amici – è la risposta al paradosso dei Big Data: è vero, sì, che grazie a sistemi informativi sempre più complessi disponiamo di un’enorme mole di dati, ma proprio a causa di questo quantitativo eccessivo non riusciamo a individuare quelli realmente significativi e a renderli “parlanti”- e quindi utili. È qui che entra in campo la Data Visualization, conferendo forma visiva a dati testuali altrimenti incomprensibili. Ricordiamoci che un’immagine vale più di mille parole!

La Dataviz è uno strumento potente nelle nostre mani, capace di democratizzare la fruibilità delle informazioni. Tramite la rappresentazione visiva la lettura dei dati risulta:

  • più veloce (output funzionale)
  • più comprensibile (output semplice)
  • più interessante  (output esteticamente gradevole)

 

“Le immagini comunicano le informazioni 60.000 volte più velocemente delle parole”

Fonte: Michael Gazzaniga (1992) and Allen Newell (1990)

 

“Rispetto al solo testo, il testo abbinato alle immagini migliora la comprensione fino all’89%

Fonte: Dr. Ruth Colvin Clark and Dr. Richard E. Mayer. E-Learning and the Science of Instruction

 

Ovviamente bisogna stare attenti a non eccedere con l’estro creativo: un bel grafico che nessuno riesce a leggere rimane pura arte astratta, e si ottiene lo stesso “risultato” del lasciare i dati nella nostra magic box.
La scelta del tipo di visualizzazione da utilizzare non è puramente estetica: una comunicazione visiva impropria può portare lo spettatore alla noia, alla confusione oppure… ad entrambe!

Vagliamo alcuni tra i principali grafici che possiamo utilizzare, non tanto per fare il solito elenco della spesa, ma per capire quando utilizzarne uno anziché un altro.

 

Grafici a barre

Per i set di dati che si evolvono nel tempo e/o sono raggruppati per più categorie (nel nostro esempio 1, 2, 3) un grafico a barre è una scelta valida. Come ordinare le barre? L’ordine cronologico è la misura migliore per chi legge, evitiamo di mettere le tacche in ordine d’altezza solo perché fa bello.

Grafici a linee

Come i grafici a barre, i grafici a linee sono utili per mostrare l’evoluzione dei dati nel tempo MA un grafico a linee permette maggiori sfumature, grazie alla possibilità di frammentazione in segmenti. È un’ottima scelta per mostrare le informazioni su periodi molto lunghi o una grande quantità di dati che cambia in modo incrementale.

Grafici a torta o ad anello

Il grafico circolare è una delle forme di visualizzazione dei dati più comune. Ci sono grafici a torta (spicchi completi) e grafici ad anello (forati al centro), la cosa importante è utilizzarli SOLO quando occorre mostrare porzioni che sommate danno un intero.

Grafici a icone

Definiti quantagrams o ideogrammi sono un tipo di grafico in cui ripetiamo un pittogramma o un’icona per mostrare una quantità. L’esempio più comune è l’utilizzo di vari omini per mostrare un numero di persone. Queste rappresentazioni sono ottime per piccoli numeri o piccole percentuali, ma non funzionano bene per numeri più grandi. Se si rendesse necessario aggiungere una legenda (es: 1 omino = 1.000 omini) allora staremmo sbagliando scelta. Un’altra accortezza da annotare è dettata dall’aspetto ludico di questa soluzione: i pittogrammi possono apparire troppo riduttivi e semplici per argomenti seriosi.

Grafici ad albero

I grafici ad albero visualizzano i dati come un insieme di rettangoli nidificati. A ogni “ramo” dell’albero viene assegnato un rettangolone, che viene piastrellato con tasselli più piccoli (i sotto-rami). Queste visualizzazioni sono utili per mostrare il peso delle categorie appartenenti ad una struttura gerarchica. Immaginiamo di prendere in esame quattro diverse orchestre: divideremo gli strumenti di ogni orchestra per tipo, poi volendo anche ogni tipo per singolo strumento. Alla fine riusciremo a comparare le dimensioni delle quattro orchestre e anche la loro composizione.

Grafici a flussi

I diagrammi alluvionali o “a flussi” rappresentano appunto dei flussi ponderati tra nodi e mostrano come lo stesso insieme di elementi si raggruppa in sotto-categorie di differente portata. Si tratta di grafici piuttosto semplici da leggere (e anche molto belli da vedere). Proprio su questa tipologia vorrei soffermarmi per parlare di un esempio concreto.

Caso studio

Recentemente in Be.Family abbiamo lavorato all’impaginato di una pubblicazione, occupandoci della definizione grafica di tutto il suo layout. Nel file di testo da cui siamo partiti, erano già presenti dei grafici ma abbiamo voluto rielaborarli. Questo perché lo scopo ultimo della pubblicazione non è semplicemente riportare dati, è far passare un’idea per mezzo di questi dati. Le informazioni vanno perciò veicolate in maniera interessante per il lettore, per invogliarlo a soffermarsi e a comprendere.

Uno dei vari grafici era rappresentato ad anello e rispondeva alla domanda “in quale regione si trova la tua azienda?”. Era composto da una moltitudine di frammenti e quindi da altrettanti colori. Ad ognuno di essi corrispondeva una regione e questo rendeva necessario distogliere lo sguardo dal grafico per riconoscere la voce riferita al dato colore, nella tabella sottostante… una difficoltà di lettura non da poco!

Abbiamo perciò pensato ad un grafico alluvionale, in cui lo spessore di sinistra rappresentasse il 100% delle aziende e si diradasse verso le varie percentuali (regioni) a destra. Questa nuova versione ci ha anche permesso di limitare l’uso di mille colori, rendendo il singolo grafico più impattante e l’intera pubblicazione più ordinata.

Per rimanere il più precisi possibile, abbiamo utilizzato un tool online per la creazione dei grafici – rawgraphs.io – e successivamente li abbiamo customizzati a nostro piacimento.
Il primo passo (1) è inserire i propri dati, organizzati in tal maniera:
Totale (100%), Nome regione, Percentuale aziende.
Dopo aver selezionato la tipologia di grafico (nel nostro caso, grafico alluvionale) è ora di mappare i dati e creare la visualizzazione (3). A sinistra troviamo l’elenco del nostro set di dati, a destra invece abbiamo le “variabili visive” disponibili.

Come primo step mettiamo il nostro totale – ovvero il 100%.
Come secondo step inseriamo invece i nomi delle regioni.
Nella colonna size andiamo ad utilizzare le singole percentuali. Da questo valore dipenderà lo spessore dei flussi!

Possiamo personalizzare la visualizzazione già in RAWGraphs, grazie ad alcuni parametri che troveremo accanto al nostro grafico, altrimenti possiamo scaricare il file in formato svg e modificarlo in seguito tramite Illustrator.

Per oggi è tutto, buon divertimento ai temerari che abbandoneranno barre e torte per provare flussi sinuosi!