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Lasciate che ve lo dica: 9 startup su 10 falliscono.
Tra le cause del fallimento più comuni citate dai fondatori delle aziende c’è sempre il «non avevamo la squadra giusta».

Quali sono le ragioni per cui una squadra potrebbe non essere quella giusta?

Ok, cerchiamo di non dare sempre la colpa agli altri, ma in questi anni grazie a Be.Family ho imparato che il motivo per cui team composti da persone molto intelligenti e capaci falliscono, più di ogni altra ragione, è la scarsa comunicazione.
Infatti, secondo il Project Management Institute (PMI), una cattiva comunicazione può essere attribuita al 56% delle startup o progetti falliti.

La velocità nello sviluppo dei progetti è ingrediente critico per lo sviluppo.
Spesso l’attenzione alla velocità e alle deadline fa sì che il team si trasformi in un gruppo di individui focalizzati sui propri compiti piuttosto che sulla collaborazione.
Questo tipo di approccio miope può dare vita a un prodotto funzionale, ma raramente produce un prodotto vincente.

I team collaborativi, capaci di ascoltarsi e mettersi in gioco – tra loro e con i clienti – sono più inclini a creare progetti funzionali, affidabili, utilizzabili ed emotivi.

Quindi «come possono i team migliorare la proprie capacità di collaborazione?» Sono felice l’abbiate chiesto!

Iniziate, innanzitutto, ad apprendere insieme!
La maggior parte dei team ha un’idea e vuole costruire qualcosa subito. Subito subito.
Quell’energia è fantastica, ma solitamente si deve sempre imparare il più possibile il più rapidamente possibile.

L’obiettivo è testare le potenzialità dell’idea sul mercato, per capire se quello a cui si sta effettivamente partecipando avrà un seguito.
Ecco 4 ottimi modi per farlo:

1.Ricerca dell’utente
Comprendere i comportamenti, i bisogni e le motivazioni degli utenti è un primo passo essenziale per costruire un prodotto che le persone vogliono (o di cui hanno bisogno).
Esistono molte tecniche di ricerca degli utenti: interviste, questionari, sondaggi, ecc.
Spesso i designer sono responsabili di questo tipo di ricerca, ma includere altri nello sviluppo e nell’esecuzione di un progetto di ricerca contribuirà a creare una comprensione condivisa del problema da risolvere.

2. Personas
Si tratta sostanzialmente di sviluppare il profilo di una sorta di cliente ideale che utilizzerà il nostro prodotto.
Comprendere i dati demografici può essere importante, ma capire la psicologia e determinate logiche comportamentali dei potenziali utenti potrebbe essere più utile.
Un vantaggio nel creare persone è il maggiore senso di empatia nei confronti dei futuri utenti.

3. Prototipazione cartacea
Alcune persone sostengono che i prototipi di carta sono una perdita di tempo. Tutte ca****e.
Ma indipendentemente da ciò che viene detto, la maggior parte dei progettisti concorda con noi sul fatto che siano assolutamente appropriati per le prime fasi del processo di progettazione.
Usando i livelli di carta e indicatori, si consente all’intero team di partecipare a una conversazione sulle possibili soluzioni dell’interfaccia utente ai problemi identificati nella ricerca.
Ciò costituisce anche un precedente importante per le future critiche di design.

4. Definisci il successo
«Come ti sentiresti se non potessi più usare [nome prodotto]?» Secondo Sean Ellis, co-fondatore di Qualaroo,  il 40% dei clienti risponde «Molto triste» a questa domanda, beh, congratulazioni: il tuo prodotto funziona bene! Hai trovato il prodotto adatto al mercato!
Allinearsi sulla definizione di ciò che dovrà essere fatto può, prima di iniziare, aiutare a mantenere alto lo spirito di squadra.

 

Costruisci qualcosa in collaborazione

Tutti coloro che sono coinvolti nella creazione di un prodotto sono “creatori” in qualche modo.
Ogni membro del team può specializzarsi in una particolare disciplina (progettazione, sviluppo, analisi o gestione) ma ciò non preclude a nessuno di contribuire all’intero processo.

Prima di immergervi e iniziare a progettare il vostro prossimo mockup o sviluppare una funzione per il nuovo sito, prendete in considerazione l’idea di adottare un approccio collaborativo.
E ricordate, fornire feedback onesti l’un l’altro durante queste attività è una delle migliori cose che potete fare per crescere come squadra.

1. Mockup grafici
Che si tratti di InVision Studio, Sketch o Photoshop, i mockup ad alta fedeltà sono soggetti a un’enorme quantità di critiche soggettive.
Per evitare uno stuolo di feedback inutili, ripeti gli obiettivi fin dall’inizio e mostra i prototipi (ad esempio con InVision) quando possibile.
Per evitare un gruppo di voci che si sovrappongono e non vedono l’ora di dire la propria, i partecipanti dovrebbero scrivere prima il loro feedback e poi discutere.

2. Progettare in coppia
Non tutti i membri del tuo team sono in grado di scrivere codici o sviluppare grafiche, ma ciò non significa che non ci sia la possibilità di prendere decisioni in tempo reale insieme.
La messa a punto di una transizione CSS, la scelta di una configurazione del menù o la creazione di titoli, sono tutte attività che offrono opportunità di fermarsi, collaborare e ascoltare.

3. Integrare l’analisi
Prima di rilasciare qualsiasi prodotto, accertatevi che gli obiettivi concordati siano stati raggiunti e che gli eventi chiave siano tracciati.
Avere un’approfondita analisi dei dati fornirà al tuo team informazioni importanti, grazie alle quali si potranno prendere decisioni sulle future caratteristiche che potrebbero portare a un migliore adattamento dei prodotti al mercato.

4. Test di qualità
I test sono una parte essenziale per la creazione di un buon sito/app/software.
Ogni persona del team sarà incaricata di testare determinati aspetti individuare punti critici. Ognuno sarà responsabile per ciò che gli viene assegnato.
Ogni membro del team diventa garante di qualità.

 

Ripetere, perché «abbastanza buono» non è mai «abbastanza buono»

Le squadre devono collaborare per integrare l’apprendimento convalidato in ogni aspetto del loro lavoro.
Poiché il mercato cambia, i prodotti e il marketing devono essere modificati per soddisfare al meglio le esigenze dei clienti.

 

La collaborazione è la chiave

In un articolo di Harvard Business Review, Robert J. Thomas di Accenture Institute for High Performance ha scritto: «What makes collaboration distinct, and so powerful, are the conditions that call it forth.».
In sostanza: la collaborazione funziona meglio quando le persone lavorano insieme su problemi che:

  • non hanno una soluzione ovvia, quindi il problema affrontato non è di routine;
  • non c’è sempre un processo familiare da seguire.

La prossima volta che affronterete un progetto, spero che considererete chi altro potrebbe essere coinvolto.
I risultati saranno decisamente migliori.