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Ho deciso di scrivere un articolo in 5 minuti.

È follia? Provocazione? Mi sono lanciato in questa sfida perché volevo smuovere la mia latitanza nel blog Be.Family e mi son messo spalle al muro.

 

Il primo pensiero che emerge nella mia mente è quello (guarda caso) della fretta.

Faccio sempre mia una quanto mai drammaticamente vera considerazione:

«La merda resta, la fretta passa».

Nel nostro lavoro quotidiano operiamo spesso a braccio con scadenze pressanti e brief deboli:
è ciò che ci rende vivi, è ciò che fa del lavoro in agenzia uno dei lavori più vari e dinamici.

Tuttavia, grandi progetti hanno bisogno di grandi attese, programmate, giustificate, che fanno parte in modo organico del processo creativo.

Un esito progettuale debole e improvvisato rimane tale, e la sua aurea sprovveduta rimbomba come un drammatico eco di un petardo che esplode in una chiesa ogni qualvolta incontra la vista del malcapitato osservatore. Una merda, tale rimane (e pure puzza).

La fretta, invece, passa e va fatta passare. Ne va della nostra professionalità e salute, ne va del valore che intendiamo dare al cliente.

Vi lascio con questo video che trovo illuminante sul sacro vincolo di tempo e creatività, anche perché i 5 minuti son passati.

E una sua declinazione:

 

PS: ovviamente ho esteso la sfida anche al nostro Art Pierfilippo, che mi ha deliziato con l’immagine in evidenza che vedete in testata.

Poi, ispirato dal video, ha rifatto la grafica impiegando 10 minuti. Ecco il risultato! 😉